A mia madre, con immenso amore.
Questa poesia è stata scritta da mia cugina Diana, alla quale sono molto legata, che ha vissuto in casa mia gli anni in cui frequentava l'università.
Mia Zia
Vestiva di luce la sua casa
col sorriso amabile e gioioso.
Donna ottimista
e molto coraggiosa
pur tra i disagi
di una stentata vita.
Or tutto è buio.
Inutilmente la cerco
volgendo lo sguardo intorno,
la vedo con la mente
mentre innaffia fiori
o il bucato stende
o mentre,
celatamente stanca,
cuce, lavora e canta.
Osservo le sue cose,
semplici come lei:
grembiule, mollette,
forbici, ditale,
piccolo arnese per l'affusolato dito.
Gonfio il mio cuore,
vorrei versare lacrime
ma c'è chi piange molto più di me
e merita di esser consolata.
Quand'ero triste e affranta
mi sollevava l'animo.
Qualcosa s'inventava
perché, con la sua Bianca,
potessi uscir di casa
per mutar pensieri.
Squillando, un'ambulanza,
se la portò via
in un assolato giorno di festa e di vacanza.
Uscì da questa vita
come l'avea vissuta,
sola, ad affrontar anche la morte.
Nessuno al capezzale
nella stanzetta bianca.
Giunto al suo traguardo
il grande cuore
smise di pulsare.
Enorme il vuoto
dentro ognun di noi
per quella donna
affabile, decisa ed ospitale.
Esempio per tutti
il suo amar la vita.
La sua presenza eterea
nel buio e nella luce,
il suo sorriso limpido,
la sua calda voce,
avviluppano l'animo,
rinfrancando il cuore.
D.P.

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